L'obbligo di astensione degli amministratori locali

 

 

Consiglio di Stato, sez. 4a, n. 7050 del 4 novembre 2003

(Il concetto di «interesse» del consigliere comunale alla deliberazione comprende ogni situazione di conflitto o di contrasto di situazioni personali, comportante una tensione della volontà, verso una qualsiasi utilità che si possa ricavare dal contribuire all'adozione di una delibera)

 

Consiglio di Stato, sez. 4a, n. 2826 del 26 maggio 2003

(L'obbligo di astensione degli amministratori comunali in sede di adozione di atti di pianificazione urbanistica sorge per il solo fatto che, considerando l'atto stesso l’area a cui l’amministratore è interessato, si determini il conflitto di interessi, a nulla rilevando il fine di realizzare l’interesse privato e/o il concreto pregiudizio dell’ente.

Tale obbligo costituisce regola generale, che non ammette deroghe ed eccezioni e ricorre quindi in ogni caso di correlazione diretta ed immediata fra la posizione dell’amministratore e l’oggetto della deliberazione, pur quando la votazione non potrebbe avere altro apprezzabile esito e quand’anche la scelta fosse la più utile e opportuna per l'interesse pubblico.

L'obbligo di astensione, in quanto regola generale ed inderogabile di ordine pubblico, non vale solo per gli amministratori comunali ma in ogni caso di diretto e specifico collegamento tra la deliberazione e un interesse di chi vota o dei suoi congiunti)

- Fattispecie: conflitto tra posizione del Sindaco e deliberazione di variante del P.R.G.

 

Consiglio di Stato, sez. 4a, n. 1191 del 4 marzo 2003

(L'obbligo di astensione degli amministratori sussiste nel momento deliberativo e non nella fase istruttoria.

- Fattispecie: conflitto tra posizione del consigliere comunale e deliberazione di approvazione del P.R.G.

 

Consiglio di Stato, sez. 4a, n. 4622 del 3 settembre 2001

(L’obbligo di astensione e allontanamento dalla seduta del consigliere in posizione di conflitto di interesse, prescinde da un vantaggio concreto, bastando a determinarlo anche la semplice ipotesi in astratto di un interesse proprio in conflitto con l’interesse pubblico, a nulla rilevando la realizzazione o meno dell’interesse privato e il concreto pregiudizio della P.A., ferma restando la necessità di una correlazione immediata e diretta tra posizione del consigliere e oggetto della deliberazione)

- Fattispecie: conflitto tra posizione del consigliere comunale residente nella zona interessata e deliberazione di esproprio

 

Consiglio di Stato, sez. 4a, n. 6586 del 12 dicembre 2000

(L’obbligo dei consiglieri comunali di astenersi da deliberazioni a cui essi o propri parenti possano essere direttamente interessati, ricorre sol che esista un collegamento tra deliberazione e interesse del votante, pur quando la votazione non potrebbe avere altro apprezzabile esito e quand’anche tale scelta fosse la più utile ed opportuna per l’interesse pubblico)

- Fattispecie: conflitto tra posizione del consigliere comunale e deliberazione di approvazione del P.R.G.

 

 

 

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