L'accesso alle consulenze legali alla P.A.

 

 

Consiglio di Stato, sez. 4a, n. 6200 del 13 ottobre 2003

(Sono sottratti all’accesso ai documenti, gli atti redatti dai legali e dai professionisti del libero foro o di uffici legali di enti pubblici, in relazione a rapporti di consulenza con la P.A.. In particolare sono sottratti all’accesso: a. pareri resi in relazione a lite in potenza o in atto e la inerente corrispondenza, b. atti defensionali, c. corrispondenza inerente ai punti a. e b..

Quanto alle consulenze legali esterne a cui la P.A. può ricorrere, nel caso in cui il ricorso alla consulenza legale si inserisce in un’apposita istruttoria procedimentale - nel senso che il parere è richiesto con l’espressa indicazione della sua funzione endoprocedimentale ed è poi richiamato nella motivazione dell’atto finale - la consulenza legale è soggetta all’accesso, perché correlata ad un procedimento amministrativo. Viceversa, allorché la consulenza si manifesta dopo l’avvio di un procedimento contenzioso - giudiziario, arbitrale, od anche meramente amministrativo - oppure dopo l’inizio di tipiche attività precontenziose - quali la richiesta di conciliazione obbligatoria che precede il giudizio in materia di rapporto di lavoro - e la P.A. si rivolge ad un professionista di fiducia al fine di definire la propria strategia difensiva, il parere del legale non è destinato a sfociare in una determinazione amministrativa finale: in questo caso, le consulenze legali restano caratterizzate dalla riservatezza, che mira a tutelare non solo l’opera intellettuale del legale, ma anche la stessa posizione della P.A., la quale, esercitando il proprio diritto di difesa, deve poter fruire di una tutela non inferiore a quella di qualsiasi altro soggetto.
Il principio della riservatezza della consulenza legale si manifesta anche se la richiesta del parere interviene in una fase successiva alla definizione del rapporto amministrativo all’esito del procedimento, ma precedente l’instaurazione di un giudizio o l’avvio dell’eventuale procedimento precontenzioso, perché, pure in tali casi, il ricorso alla consulenza legale persegue lo scopo di consentire all’amministrazione di articolare le proprie strategie difensive, in ordine ad un lite che, pur non essendo ancora in atto, può considerarsi quanto meno potenziale)

 

Consiglio di Stato, sez. 5a, n. 5105 del 26 settembre 2000

(Per tutti gli avvocati, del libero foro o appartenenti a uffici legali di enti pubblici, sono sottratti all’accesso gli scritti defensionali.
In caso di consulenza legale esterna alla P.A., gli atti redatti dai legali e dai professionisti in esecuzione di questa, sono sottratti all'accesso purché connessi con una controversia in atto od in fieri, presentando, in tal caso, tutte le connotazioni tipiche dell’atto difensivo; in caso, invece, di consulenza legale esterna nell’ambito di un’apposita istruttoria procedimentale, il parere legale è soggetto all’accesso perché correlato ad un procedimento amministrativo)

 

 

 

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